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Sonno, ormai è “crisi mondiale”: solo una persona su dieci sostiene di dormire bene tutte le notti

Secondo un sondaggio metà degli intervistati ha riferito di provare un’eccessiva sonnolenza diurna. Un ulteriore fattore di disturbo sembra essere, per le donne, la menopausa o la perimenopausa: il 44% di chi si trova in questa condizione soffre di disturbi del sonno. 

Il sonno? Rischia di diventare un lusso per pochi. Soprattutto in base ai dati raccolti nel Global Sleep Survey 2025, riportati dal magazine GlobeNewsWire, secondo il quale una persona su 3 afferma di dormire in maniera regolare meno di quattro notti a settimana. Il sondaggio, che ha coinvolto oltre 30mila persone in 12 nazioni, illustra come questi comportamenti abbiano delle conseguenze dirette sul benessere e sulla salute: oltre la metà degli intervistati (51%) ha infatti riferito di provare un’eccessiva sonnolenza diurna, mentre sentimenti negativi al mattino sono avvertiti dal 48% e una maggiore irritabilità dal 36%. Seguono poi mal di testa mattutini (32%) e difficoltà di concentrazione (31%). 

Difficoltà di addormentamento o risvegli notturni i problemi più comuni

Oltre 7 su 10, inoltre, sono i lavoratori che hanno preso almeno un giorno di malattia nel corso della propria carriera a causa dell’insonnia. Sembra, insomma, che si stia verificando una vera e propria “crisi mondiale del sonno”. Basti pensare che, tra la popolazione intervistata nell’edizione immediatamente precedente del sondaggio (quella del 2024, con 36mila persone interpellate), poco più di uno su 10 aveva riferito di dormire bene tutte le notti. Proprio per sottolineare l’importanza del riposo notturno per il benessere psico-fisico il 14 marzo ricorre la Giornata Mondiale del Sonno, il momento ideale per analizzare questi disturbi sempre più comuni. 

«l problema fondamentale può essere legato, a volte, a difficoltà di addormentamento, altre volte a frequenti risvegli con una qualità del sonno globalmente insoddisfacente. La perdita del ritmo dei regolari cicli del sonno, che devono ripetersi regolarmente ogni notte, è responsabile del malessere, della ridotta performance cerebrale e fisica, conseguenza di un vero e proprio impoverimento dei neuroni di zone del cervello connesse soprattutto con la memoria e l’apprendimento. La mancanza di un sonno soddisfacente nei ragazzi in età scolare è responsabile di buona parte dei problemi di apprendimento» afferma Simonetta Marucci, specialista in Endocrinologia. 

Stress, ansia e problemi finanziari minano il sonno

Dalla survey emerge ancora come le principali cause dell’insonnia siano lo stress (57%), l’ansia (46%) e i problemi finanziari ed economici (31%). Nel 2024, inoltre, oltre la metà degli intervistati aveva riferito di utilizzare un dispositivo digitale prima di andare a letto, con lo scopo di “scrollare” i social media, guardare la tv o aggiornarsi sulle notizie. I disturbi, comunque, continuano anche dopo essere riusciti ad addormentarsi: oltre 3 intervistati su 10 hanno infatti riferito di risvegliarsi costantemente nel corso della notte. Un ulteriore fattore di disturbo sembra essere, per le donne, la menopausa o la perimenopausa: il 44% di chi si trova in questa condizione soffre di disturbi del sonno. 

Proprio a proposito di un buon ritmo sonno-veglia, la ricerca ha evidenziato anche gli aspetti positivi di un riposo di qualità: in particolare i tre principali benefici riscontrati dopo una notte di buon sonno sono stati il miglioramento dell’umore (42%), l’aumento della concentrazione (41%) e una migliore salute mentale e fisica (37%). Ma non è tutto: quasi 9 intervistati su 10 riconoscono che un buon sonno apporta loro benefici psico-fisici di vario genere, mentre quasi 4 su 10 concordano sul fatto che consenta di essere più produttivi anche sul lavoro. 

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