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Speranza di vita, si allarga il divario tra nord e sud: il Mezzogiorno perde cinque mesi di longevità

Secondo l’ultimo studio dell’Istituto Demoskopika gli investimenti e la qualità dei servizi sanitari sono maggiori nel Nord rispetto al Mezzogiorno. Nel 2023, la speranza di vita è di 83,6 anni nel Nord e 82,1 anni nel Mezzogiorno, con un divario di 1,6 anni

“Cresce la frattura nel sistema italiano”. Si apre così il “capitolo” dedicato alla Sanità dell’ultimo lavoro dell’Istituto Demoskopika dedicato al rapporto Nord-Sud nell’ultimo decennio 2013-2023. L’indicatore Sanità, spiega il lavoro, «si riferisce alla valutazione dei Lea, i livelli essenziali di erogazione dei servizi sanitari. Gli investimenti e la qualità dei servizi sanitari sono maggiori nel Nord rispetto al Mezzogiorno. Nel 2022 (ultimo dato disponibile provvisorio), il divario ha raggiunto 68,3 punti rispetto ai 57,2 punti del 2017, indicando una crescente disparità nell’accesso e nella qualità dei servizi sanitari. Il numero indice è passato da 83,7 a 100,0 punti del 2022. Questa disparità può avere effetti significativi sulla salute della popolazione del Mezzogiorno. Per migliorare la situazione, è necessario aumentare gli investimenti nella Sanità nel Mezzogiorno, garantendo che i Lea siano rispettati in modo uniforme su tutto il territorio nazionale».

Questi dati si legano anche all’indicatore “Speranza di vita” dove si evince che «il Mezzogiorno perde cinque mesi di longevità rispetto al Nord. La speranza di vita, intesa come il numero di anni che una persona può aspettarsi di vivere dalla nascita, ha mostrato lievi differenze tra le due aree. Nel 2023, la speranza di vita è di 83,6 anni nel Nord e 82,1 anni nel Mezzogiorno, con un divario di 1,6 anni. Nel 2013, il quadro era più confortante: 82,7 anni nel Nord e 81,6 anni nelle realtà di Sud e Isole, con un divario di 1,1 anni».

«Servono campagne di prevenzione sanitaria al Sud»

In altri termini, conclude l’Istituto, «il Mezzogiorno ha perso cinque mesi di longevità rispetto al Nord. Il numero indice è passato da 68,8 del 2013 a 100,0 punti del 2023. Migliorare l’accesso ai servizi sanitari e promuovere campagne di prevenzione sanitaria nel Mezzogiorno potrebbe aiutare a ridurre ulteriormente questo divario».

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