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Dalla medicina di precisione alla sanità digitale, presentato il Manifesto europeo per l’assistenza oncologica

L’iniziativa è stata promossa e organizzata dall’Irccs Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori”. Il manifesto sull’assistenza oncologica individua cinque priorità per gli esperti necessarie a garantire coerenza e continuità alle politiche europee contro il cancro. Ficus sui Comprehensive Cancer Centres che possono ridurre le disuguaglianze tra gli Stati membri favorendo un migliore allineamento tra ricerca, assistenza e formazione

Trasformare le prove scientifiche in politiche sanitarie solide e durature, capaci di migliorare in modo concreto la cura del cancro per i cittadini europei: è questo lo scopo del primo Manifesto europeo per la salute digitale e l’assistenza oncologica. Il documento è stato presentato il 13 gennaio durante il convegno internazionale “EU Digital Health and Cancer Care: from scientific evidence to policy impact” ed è stato sottoscritto da rappresentanti di istituti di ricerca e organizzazioni nazionali e internazionali impegnate nelle politiche sanitarie europee.

Il contesto e l’organizzazione dell’evento

L’iniziativa è stata promossa e organizzata dall’Irccs Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” e si è svolta presso la sede della delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’Unione europea, con la collaborazione di Euregha. L’evento ha inoltre beneficiato del supporto dei progetti europei Flute e Impact-Aml, finanziati dall’Unione europea.

La sfida dell’oncologia in Europa

Ogni anno, in Europa, si registrano circa 2,7 milioni di nuove diagnosi di tumore e 1,3 milioni di decessi. Come sottolinea Nicola Normanno, direttore scientifico dell’Irccs “Dino Amadori”, l’assistenza oncologica sta attraversando una profonda trasformazione: dall’oncologia di precisione all’intelligenza artificiale, fino alle nuove strategie di prevenzione, diagnosi precoce e trattamento. In questo scenario, le politiche sul cancro diventano un vero banco di prova per conciliare innovazione, utilizzo dei dati, etica, equità e sostenibilità.

Le cinque priorità del Manifesto

Il Manifesto individua cinque principali “Call to Action” rivolte ai decisori politici europei e nazionali. Tra queste figurano: garantire un ruolo centrale e risorse dedicate alla salute e al cancro nel prossimo Programma Quadro FP10 e nel Quadro finanziario pluriennale 2028-2034; investire in ecosistemi di sanità digitale interoperabili, sicuri e realmente orientati al paziente; rafforzare in modo stabile la rete EUnetCcc come pilastro della politica europea sul cancro; riconoscere l’oncologia di precisione come investimento strategico per i sistemi sanitari; mantenere la Missione europea sul cancro come priorità di lungo periodo, con finanziamenti dedicati.

Continuità, equità e innovazione nei sistemi sanitari

Secondo gli esperti, queste azioni sono fondamentali per garantire coerenza e continuità alle politiche europee contro il cancro, evitando che le risorse vengano assorbite esclusivamente da programmi più ampi legati alla competitività. Un investimento strutturato nella sanità digitale, basato su interoperabilità, sicurezza dei dati, governance e fiducia dei cittadini, è essenziale per tradurre l’innovazione in benefici reali per pazienti e sistemi sanitari.

Ridurre le disuguaglianze e rafforzare la rete europea

Il potenziamento dei Comprehensive Cancer Centres attraverso la rete EUnetCcc permetterà di ridurre le disuguaglianze tra gli Stati membri, favorendo un migliore allineamento tra ricerca, assistenza e formazione. Allo stesso tempo, una diffusione più ampia dell’oncologia di precisione potrà migliorare la qualità delle diagnosi, l’efficacia dei trattamenti e l’uso efficiente delle risorse, garantendo un accesso più equo all’innovazione.

L’oncologia di precisione come investimento strategico

Normanno evidenzia come l’oncologia di precisione non debba più essere considerata un costo, ma un fattore di efficienza per i sistemi sanitari. Le proposte contenute nel Manifesto sono realizzabili, ma richiedono un impegno condiviso da parte delle istituzioni sanitarie nazionali e internazionali, superando la frammentazione dei dati, la limitata interoperabilità dei sistemi e le forti disparità ancora presenti all’interno dei singoli Paesi.

Il dialogo con le istituzioni europee

Il convegno del 13 gennaio si inserisce in un’iniziativa più ampia dedicata alle politiche europee, culminata il giorno successivo con un incontro al Parlamento europeo intitolato “Enhancing EU digital health and cancer care through regional ecosystems: an Italian perspective”. All’evento sono stati invitati tutti i parlamentari italiani membri della Commissione Salute, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra ricerca, territori e istituzioni europee.

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